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Dieci semplici regole per stare al sole

 

LE 10 REGOLE D’ORO
PER ABBRONZARSI
E’ IMPORTANTE:
 Abituare gradualmente la pelle al sole nei primi giorni di disposizione
 Applicare abbondantemente un prodotto protettivo adatto al proprio tipo  di pelle
 Ripetere frequentemente l’applicazione
 Evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata
 Non esporre i bambini alla luce diretta del sole e comunque mai troppo a                lungo
 Indossare sempre un cappello e occhiali da sole con lenti filtro UVA e UVB
 Evitare l’utilizzo di prodotti che possono essere foto sensibilizzanti
 Prestare attenzione in caso di assunzione di medicinali: alcuni possono   provocare reazioni al sole
 Usare prodotti doposole per lenire e idratare la pelle                
Bere frequentemente per evitare disidratazioni e prevenire colpi di calore

10 CONSIGLI PER LE MAMME

Allattamento materno
Prima di attaccare al seno il neonato, il capezzolo va accuratamente pulito con una garza sterile ed una soluzione disinfettante, quindi la mamma assumerà la posizione più adatta che sarà prima distesa (primo periodo) e poi seduta. Dopo la poppata, il seno va pulito nuovamente e coperto con dischetti assorbilatte. È frequente che il neonato rigurgiti un pochino di latte, ma ciò è normale. I pasti in genere sono sei, circa ogni tre ore e mezzo d’intervallo l’uno dall’altro:
6,00 - 9,30 - 13,00 - 16,30 - 20,00 - 23,30
La poppata ha la durata massima di 20 – 25 minuti (10 minuti ogni seno) ed è sconsigliato prolungarla anche per evitare l’insorgenza di ragadi.
Il bambino deve essere pesato prima e dopo la poppata, questo per valutare per differenza la quantità di latte succhiata. Il miglior criterio per valutare la riuscita di un allattamento è l’incremento ponderale settimanale, che varia dai 200 – 250 grammi la settimana a partire dal 15° giorno di vita.

Quantità indicative di latte da somministrare
ETA’ QUANTITA’ DI LATTE
4 giorni 40 gr. per 6 poppate
5 giorni 50 gr. =               =
6 giorni 60 gr. =               =
7 giorni 70 gr. =               =
8 giorni 80 gr. =               =

dall’8° - 10° giorno e per tutto il 1° mese 90 – 100 gr. per poppata


Allattamento artificiale
Per l’allattamento artificiale è importante usare biberon infrangibili e sterilizzabili poiché il latte è facile veicolo di germi. I biberon vanno lavati e sterilizzati, si consiglia la sterilizzazione a caldo mediante bollitura per 20 minuti in una pentola con acqua distillata o in sterilizzatore.

Preparazione del biberon
Tutte le confezioni di latte in polvere contengono un misurino equivalente a 5 gr. di polvere, che vanno diluiti in 30 gr. d’acqua (esempio – 90 gr. di acqua + 3 misurini rasi).
Il latte va preparato con acqua oligominerale, intiepidito a bagnomaria e non va conservato più di mezza ora. È consigliabile lavare sempre le mani prima di prendere un biberon o una tettarella sterilizzati, inoltre controllare che durante la somministrazione, il biberon abbia abbastanza inclinazione, in modo che la tettarella sia ben piena di latte e il bambino non ingerisca aria.

CURA E PULIZIA DEL NEONATO
Cura dell’ombelico e caduta del moncone ombelicale
Il moncone cade spontaneamente circa 6 – 8 giorni dalla nascita, esso va mantenuto pulito con una garza imbevuta d’alcool o disinfettante, quest’operazione va compiuta tutte le mattine fino alla caduta, dopo di che l’ombelico va pulito con cotone e alcool e spruzzato con una polvere disinfettante fino a completa cicatrizzazione dell’ombelico. Il tutto va coperto con una garza sterile tenuta ferma da una bendina ombelicale.

Il bagno
Impresa più ardua per le neo – mamme è il bagno, che può essere fatto dopo 2 – 3 giorni dal rientro a casa, in abbondante acqua tiepida con aggiunta di prodotti per il neonato. Il bagno è di breve durata e subito dopo il bambino deve essere asciugato accuratamente e va controllata la disinfezione del moncone. Di regola si fanno 2 – 3 bagni la settimana, preferibilmente serali, perché tranquillizza il bambino e favorisce il sonno.
La pelle va mantenuta pulita, alternando la pulizia con olio e latte detergente.
Il sederino esige un’attenzione particolare, infatti, deve essere lavato ad ogni cambio (generalmente 6), va insaponato e sciacquato abbondantemente. Le pomate e le creme si riservano al cambio della sera, in modo da preparare la pelle ad un contatto più prolungato con il pannolino.
Gli occhi vanno puliti con due garze imbevute d’acqua tiepida, una per occhio.
La testa va lavata con sapone, non necessariamente tutti i giorni.
Le orecchie devono essere pulite a livello del padiglione auricolare all’ingresso del condotto uditivo.
Le unghiette vanno limate accuratamente.

Alcuni alimenti per i dibetici

Con 3 milioni di diabetici di tipo 2 solo in Italia, la ricerca di modi pratici per gestire la condizione è oggetto di molto interesse. In primis i trattamenti farmacologici, la dieta, lo stile di vita e l’’esercizio fisico.
Poi ci sarebbero un certo numero riportato di alimenti che si dice possiedono proprietà ipoglicemizzanti. Si ritiene che questi vegetali contengano alcuni polifenoli e flavonoidi, i quali potrebbero influenzare positivamente i livelli di glucosio nel sangue.
Qui di seguito, abbiamo elencato quattro popolari alimenti ipoglicemizzanti, noti per essere di beneficio. Molti di questi possono essere reperibili dal vostro fruttivendolo o supermercato locale, rendendo più semplice includerli nella pianificazione del pasto giorno per giorno.
Cannella
Una spezia profumata utilizzata sia per le ricette dolci che salate. È sempre più legata al miglioramento diabete di tipo 2, contribuendo ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue e promuovendone la sensibilità all’insulina. Un apporto di 1-6g al giorno (1g equivale a circa mezzo cucchiaino) ha dimostrato di ridurre i livelli di glucosio nel siero in circa 40 giorni; inoltre, è pensato per influenzare positivamente il colesterolo (in particolare il colesterolo LDL) e anche i trigliceridi.
È possibile che la cannella potrebbe rallentare lo svuotamento gastrico, riducendo così la risposta glicemica; questa è una spiegazione dietro il meccanismo nel contribuire alla gestione del diabete di tipo 2.
Cipolle e aglio
La cipolla costituisce la base per molte ricette. Mostra di avere un effetto anti-iperglicemico, contribuendo a controllare i livelli di glucosio post-prandiale, nonché siero e il tessuto lipidico.
L’aglio è un’erba popolare, utilizzata per condire molti piatti, e spesso in coppia con la cipolla. Appartiene alla famiglia di piante da includere (così come le cipolle) porri ed erba cipollina; quando mangiato, l’aglio fa scendere in modo significativo i livelli di glucosio nel siero, il colesterolo totale e i trigliceridi.
L’asparago
Parti della sua radice si dice facciano aumentare i livelli di insulina, l’attività delle cellule pancreatiche determinando un effetto insulinotropico.
Melone amaro
Il melone amaro, più comunemente noto come zucca amara, o karela nelle culture indiane, è presente in molte ricette della cucina asiatica. Un tipo di frutta con caratteristiche che la rendono molto simile ai pomodori o avocado. Ampiamente rinomata per i suoi numerosi vantaggi fitoterapici – tra cui il trattamento delle ustioni, tosse cronica e disturbi mestruali – il melone amaro potrebbero apportare benefici alle persone con diabete di tipo 2. Si ritiene che migliorino l’assorbimento cellulare del glucosio e la sua tolleranza.

Coronavirus - Vademecum psicologico per i cittadini

In basso è disponibile il vademecum per il download.

Vademecum psicologico

Coronavirus - Lavarsi le mani

Previeni le infezioni con il corretto lavaggio delle mani

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